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Patrimonio mondiale: ampliamento del sito del Monte San Giorgio su territorio italiano

Date :
19/08/2010
Parole chiavi :
Italia   Svizzera

Il Comitato del patrimonio mondiale dell’UNESCO, riunitosi a Brasilia dal 25 luglio al 3 agosto, ha approvato l’ampliamento su territorio italiano del sito del Monte San Giorgio. Il versante svizzero di questo bene è stato inserito nella Lista del patrimonio mondiale nel 2003. La candidatura del progetto di ampliamento, che prevede anche l’attuazione di una gestione transfrontaliera del sito, è stata sottoposta congiuntamente al Comitato dal Governo italiano e da quello svizzero.

Il versante svizzero del Monte San Giorgio è iscritto nella Lista del patrimonio mondiale dal 2 luglio 2003. Oltre alla sua eccezionale testimonianza della vita marina del Triassico, costituisce il punto di riferimento principale per le future scoperte di fossili marini risalenti a quel periodo geologico. Il Comitato del patrimonio mondiale aveva già allora espresso l'auspicio che il sito venisse allargato a tutta la zona interessata dai fossili, vale a dire anche su territorio italiano. Nel febbraio 2009, il Governo italiano e quello svizzero hanno depositato una nuova candidatura, che poneva l'accento sulla partecipazione delle autorità locali. Il Comitato del patrimonio mondiale ha ora accolto tale richiesta.

Questo successo è il frutto di un lavoro esemplare di coordinamento transnazionale nella gestione del Monte San Giorgio, che ha portato al riconoscimento del secondo sito transfrontaliero alpino nell'ambito del Patrimonio mondiale. Nel 2008, era infatti già stata iscritta la tratta tra Thusis (Svizzera) e Tirano (Italia) della ferrovia retica, che fa parte del paesaggio culturale dell'Albula/Bernina. Nella regione insubrica, la collaborazione ha coinvolto tutti i livelli: le autorità locali che hanno pianificato una gestione congiunta mediante un sistema che unisce i Comuni svizzeri (rappresentati nella Fondazione Monte San Giorgio) e quelli italiani, la Provincia di Varese, la Regione Lombardia, il Canton Ticino e i due Stati, che hanno siglato un protocollo d'intesa per la gestione comune del sito.

fonte : UFAM

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