© Hugo Wassermannk, Parco naturale Dolomiti di Sesto, I / © Jože A. Mihelič, Parco Nazionale del Triglav, S /  © Cyril Coursier, Parco Nazionale Les Ecrins, F
Alpine protected areas. Together for the Alps AlpConv

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Le aree protette alpine a confronto a Zernez

Date :
02/11/2010
Parole chiavi :
Biodiversità   Cooperazione   Educazione e sensibilizzazione   Gestione   Pianificazione   Svizzera

Numerosi rappresentanti delle aree protette alpine degli 8 paesi si sono incontrati verso la fine di ottobre nella struttura del Parco Nazionale Svizzero (PNS), a Zernez, in occasione della 7a Assemblea Generale della Rete Alpina delle Aree Protette (ALPARC) . La Conferenza tematica aveva come titolo “Vita selvatica e biodiversità”: possiamo permettere che la natura agisca da sola? Per il Parco Nazionale Svizzero si è trattato di una première nell’organizzazione di questo evento.

La Rete delle Aree Protette Alpine ALPARC esiste dal 1994 e si è data come obiettivo quello di rafforzare la cooperazione fra i parchi dei paesi alpini. ALPARC annovera parecchie centinaia di aree protette che fanno parte della rete. In occasione dell’Assemblea generale, che ha luogo ogni due anni, un centinaio di rappresentanti si è ritrovato a Zernez per poter realizzare un confronto, oltre le proprie frontiere e le proprie aree protette, e approfondire così la reciproca collaborazione.

Heinrich Haller, direttore del Parco Nazionale Svizzero ha accolto gli ospiti internazionali nel più vecchio parco nazionale delle Alpi. Michael Vogel, presidente della Rete Alpina delle Aree Protette ALPARC, ha ribadito l’importanza della rete ecologica. Mentre le aree protette spesso agivano in passato come isole, oggi la cooperazione oltre le frontiere è diventata un elemento fondamentale dello sviluppo. La tutela della natura è una mission di interesse generale, da affrontare appunto insieme.

La Svizzera al margine

Marco Onida, Segretario generale della Convenzione delle Alpi , ha espresso il suo rammarico per la recente non approvazione dei protocolli della Convenzione delle Alpi da parte del Parlamento svizzero. È proprio un duro colpo per la Convenzione, che presto festeggerà il ventennale; e questo fatto manda un segnale negativo agli altri partner della Convenzione. Onida, infatti, non esclude che questa posizione della Svizzera possa rivelarsi ”un vero e proprio boomerang “. Una cooperazione efficace nel settore dei trasporti è della massima importanza.

Possiamo lasciare che la natura agisca da sola

La giornata di giovedì è stata riservata all’Assemblea generale. In questa occasione, i partner hanno stabilito il programma d’azione 2011-2012 ed eletto il Comitato di Indirizzo Internazionale , commissione strategica di ALPARC che ha il compito di assicurarsi che la rete svolga le attività affidatele nel modo migliore. La realizzazione avviene attraverso la Task Force Aree Protette che si trova a Chambéry (F).
Il massiccio delle Alpi è l’alta montagna più frequentata del mondo.
Da millenni si strappano alla montagna spazi culturali e si spinge la vita selvaggia verso gli ultimi rifugi sulle alture più ripide o di difficile accesso. Soltanto la società moderna è riuscita a dare un senso positivo all’espressione “vita selvaggia”.
Allora, che cosa succederà se degli enormi territori saranno lasciati a uno sviluppo senza alcun tipo di intervento?
Questo è stato il tema che è stato al centro della conferenza di venerdì.
In questo contesto, il Parco Nazionale Svizzero (PNS) rappresenta un sito-esempio ideale per discuterne. La sua creazione, quasi 100 anni fa, sembrò un’iniziativa visionaria.
I pionieri avevano scoperto che gli ultimi e così rari resti di natura vergine potevano essere protetti dalla scomparsa e preservati in modo specifico. A questo si aggiungeva il bisogno di conoscere in modo più ampio questa natura e le sue lontane origini e di descriverla scientificamente.

L’Anno della biodiversità

In occasione dell’Anno Internazionale della biodiversità 2010, l’aspetto della diversità biologica è di fondamentale importanza. La vita selvaggia, infatti, riveste un’importanza maggiore in tale contesto, visto che la biodiversità non comprende soltanto la ricchezza delle specie, ma anche degli habitat, degli spazi di vita comuni e dell’interdipendenza che agisce all’interno di queste condizioni. Quindi, anche i processi naturali che segnano il PNS fanno parte della diversità biologica.

Workshop Educazione ambientale

In parallelo con la Conferenza ha avuto luogo anche un workshop sull’educazione all’ambiente , che ha offerto ai responsabili di educazione delle aree protette una prima occasione di confronto e di definizione delle strategie comuni su questo tema.
Grazie alla Conferenza, i visitatori provenienti dalla Svizzera e da altri Paesi hanno anche avuto modo di scoprire non solo il Parco Nazionale Svizzero (PNS) e le sue offerte, ma anche il paesino di Zernez, attraverso escursioni e presentazioni.

Hans Lozza, Responsabile Comunicazione Parco Nazionale Svizzero

Comunicato stampa del 21 ottobre 2010

Lien vers la présentation de la rencontre à la télévision : Telesguard

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